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Il diritto di comunicare Quantunque la nostra società sia ossessionata dall'efficacia, tuttavia stranamente ci si interessa molto poco del rapporto tra l'investimento per l'apprendimento linguistico ed i servizi linguistici da una parte, e, dall'altra, il risultato delle enormi somme così investite. In tutto il mondo, milioni di bambini e adolescenti studiano una lingua straniera per molti anni, con risultati più spesso insoddisfacenti o del tutto miseri. Il mezzo scelto per la comunicazione internazionale ha conseguenze importanti nella nostra vita. Ad esempio, è uno dei nostri diritti, che la comunicazione tra un pilota di aereo e la torre di controllo sia organizzata in modo tale da assicurare ai viaggiatori la migliore possibilità di continuare a vivere. Ma non è per niente così. Questa comunicazione avviene in inglese, a seguito di una raccomandazione provvisoria dell'Organizzazione dell' Aviazione Civile Internazionale, decisione presa nel 1951, ma la cui provvisorietà non è stata mai revisionata. Come risultato, i problemi linguistici in questo campo sono elencati dalla medesima organizzazione come la terza causa di incidenti aerei. Tuttavia l'inglese è una delle lingue meno adatte per la comunicazione internazionale. Essa ha una difficile pronuncia, una grammatica imprecisa, migliaia di idiotismi ed un vocabolario vastissimo. Nella comunicazione aerea internazionale questo è un fattore di gravi fraintendimenti. Il diritto di comunicare include il diritto sulla comunicazione necessaria per garantire la nostra vita, ma essa rende necessario anche, ad esempio, il diritto di non essere messo, a causa della lingua, in situazioni ridicole o spiacevoli ed il diritto di potersi esprimere egualmente come gli altri. Infatti colui che deve parlare una lingua straniera, soffre un handicap e l'handicap è tanto più grave, quanto più la lingua di comunicazione è non consequenziale, cioè piena di forme contrarie allo spontaneo funzionamento del cervello. |
I popoli e i loro informatori e governanti, accettano questi handicap con una passività che suscita meraviglia, o addirittura non sono coscienti degli handicap medesimi. Il fatto che la nostra società non si rende conto dell'importanza della lingua come fattore della piena dignità umana, conduce a forme occulte di discriminazione, che di fatto sono attentati al diritto di comunicare liberamente. Le autorità di tutti i paesi, i responsabili e i dirigenti delle organizzazioni internazionali devono sapere che l'Esperanto esiste e che esso, secondo obiettivi studi comparati, è il mezzo di comunicazione, che ha il migliore rapporto tra costi ed efficacia, è il sistema psicologicamente più soddisfacente ed inoltre è il mezzo più scevro di svantaggi dal punto di vista culturale, in una parola, esso è il migliore. In tutto il mondo l'Esperanto è usato dalle reti umane, che insieme formano una sorta di diaspora, in cui l'handicap linguistico non esiste o appena esiste. L'esperienza di questo ambiente somiglia al cosiddetto studio pilota, che ha dimostrato che il mezzo è idoneo allo scopo. Dopo aver controllato i relativi fatti, se l'Esperanto si mostra il rimedio migliore per liberare la società mondiale dall'handicap linguistico, sarebbe possibile organizzare la sua istruzione nelle scuole elementari di tutto il mondo. Molti governi investono somme gigantesche nell'insegnamento dell'inglese con risultati estremamente deludenti: certamente sarebbe giustificato sostituire questi investimenti, del tutto inefficaci, per qualcosa molto meno costosa , che potrebbe veramente salvare il mondo dalla piaga dell'handicap linguistico. Le nostre autorità non hanno il diritto di restare passive ed inerti di fronte ai problemi linguistici. Noi abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per svegliare la coscienza circa il problema linguistico, circa i suoi molteplici aspetti ed il fatto che esiste per esso una soluzione giusta e razionale. |